Saturday, 26 April 2008

amanida variada (insalata mista)

a) l'impressionante sforzo della regione catalogna di fornire corsi di ogni livello in lingua catalana, di cui i primi tre gratuiti, vengono completamente vanificati dalla società catalana stessa. Nonostante abbia fatto di tutto per non credere al luogo comune della chiusura del catalano medio, in effetti la struttura stessa della società catalana - che nel secondo punto chiarirò - la rende generalmente impermeabile ad una commistione con tutto ciò che catalano non è: sì, insomma, la rende tendente al micronazionalismo. inoltre, l'io catalano si concretizza in un'educazione apparente che si rivela di fatto una tendenza all'esclusione del diverso. esempio concreto: tu mi dici qualcosa in catalano, io non sento bene per un motivo qualunque, e ti chiedo di ripetere, e tu non ripeti ma traduci in castigliano.
questo avviene nella migliore delle ipotesi. nella peggiore, e posso garantirvelo io che lavoro in un istituto in cui la quasi totalità dei dipendenti è catalana, non c'è proprio alcun dialogo; in refettorio (non è una mensa, perchè si consuma solo, ma non si compra nulla), i catalanofoni fanno spesso gruppo a sé, magari perchè si conoscono da una vita, magari però anche no. supponevo che la mia situazione di disagio fosse dovuta a me, e non all'ambiente di lavoro, ma in realtà la stessa situazione la vive una mia conoscente messicana, lorena, alla quale dopo otto mesi di lavoro in uno studio di architettura hanno chiesto come si chiamasse.
sia io che lorena abbiamo un livello di catalano sufficiente a permetterci la comunicazione con gli autoctoni, ma siamo arrivati ad un punto di disillusione tale che, vista l'accoglienza che ci viene riservata, abbiamo deciso o di non parlarlo più, perché non ne vale la pena, o di limitarlo al minimo indispensabile. io ho iniziato parlando in catalano coi miei colleghi, e ora parlo quasi sempre in castigliano. per reazione.
riassumendo: è inutile insegnare il catalano, se il mondo catalanofono ti esclude (o ignorandoti, o parlandoti in castigliano)

b) la struttura della società catalana vede i catalani occupare i posti-chiave nella cultura, nella finanza e nell'amministrazione. ma non c'è molto da stupirsi: sostanzialmente, si può dire che la varietà catalana sia stata mantenuta durante il franchismo dalla borghesia urbana, e non certo dal popolo minuto. questa è un'importante differenza, per esempio, coi dialetti dello stato italiano. la lingua catalana viene quindi spesso identificata con la struttura al potere, cosa che non può che ingenerare un certo fastidio nella fascia monolingue castiglianofona, che occupa spesso gli strati sociali inferiori.

c) un ottimo metodo per distruggere un rapporto, di coppia o di amicizia, è affidarsi alla microsoft. o andare in erasmus in francia. o entrambe le cose.

d) si può suonare un basso anche con un braccio ingessato, ma fa discretamente male.

e) andare d'estate al parc de la ciutadella a leggere è un'impresa titanica. e non per i bonghi, né per il birimbao, che comunque spaccherei entrambi. è come essere adolescenti e cercare di studiare matematica mentre in televisione danno un video di playboy.

6 commentaires:

Anonymous said...

...adolescenti...........

Anonymous said...

ora ti sfondo i bonghi per vendicare l'africa..

dora said...

( saudades - de um momento breve/imenso.......
abraço................. )

may said...

allora ti insegnerò a suonare la formula uno

may said...

A parte gli scherzi, eccoci di nuovo a vivere, nostro malgrado, in città in qualche modo ostili... tu circondato da autoctoni xenofobi, io circondata da insospettabili uomini qualunque che dicono : <<..mbè, ttanto è uguale, so' tutti ladri...>>.

e io che dico invece, alla maniera del buon vecchio Corrado Guzzanti: << ma.. che quelli vanno in Campidoglio... fanno il saluto romano.... ma cchè tte pare UGUALE?!? >> stamo ar medioevo...

Paolo said...

poi a lungo andare capita che i catalani ogni tanto li ri-ami, poi li ri-odi, poi li ri-ami, poi li ri-odi, capisci le loro ragioni, difendi le loro ragioni, capisci che sono una banda di stronzi, neghi le loro ragioni, poi fai la pace, poi li accoltelleresti nel letto mentre dormono, poi gli prepari la colazione, poi me ne vado me ne vado, 'fanculo a tutti, poi resti ancora un po'. Poi vedremo.
Lino