d'accordo, sono stato innamorato di molte donne.
ok, è vero, sono anche facile all'infatuazione.
e va bene, va bene, la carne è debole eccetera eccetera, e sono anche sensibile ai piaceri della carne, ma questo ora non c'entra.
la prima volta che l'ho vista era il 2004, eravamo in auto, era vestita in nero, me la presentarono come la ragazza del mio probabile futuro tastierista. a quei tempi, anch'io ero in love per i fatti miei, e non le feci molto caso. mi dissero che cantava in un gruppo metal. una donna che cantava in un gruppo metal non era cosa di tutti i giorni, gli evanescence non esistevano ancora.
ad ogni modo, a quei tempi non l'ho mai sentita cantare.
dopo quel giorno, quasi per due anni non la vidi più. era il periodo dell'emigrazione, dopo qualche mese lasciai con dispiacere il gruppo per poi lasciare l'italia.
ci rivedemmo, per caso, a un concerto di un gruppo prog italiano, in una cittadina non lontano da napoli: lei era ancora la ragazza del mio ex-tastierista, non era più vestita di nero, scambiammo poche parole. era il 16 luglio 2006, io ero di ritorno da edimburgo, ancora ferito gravemente per la storia che si era conclusa quattro mesi prima, ed ero in partenza per barcellona dove, speravo, avrei iniziato un dottorato dimostrando a me stesso in primo luogo, e a chi creduto che stessi solo perdendo tempo in secondo luogo, che, anche partendo da un campo, si può arrivare a un altro che col primo non c'entra nulla.
lí, a quel concerto, la notai: la notai esteriormente, è ovvio, e ricordai che qualche mese prima il suo ragazzo e ormai mio amico mi aveva mandato una sua foto con un flash sparato in faccia, in cui avevo visto le sue labbra nature disegnate da una matita magistrale, il naso sottile e gli occhi quasi a mandorla che guardavano verso destra. lei continuava a cantare, ma in un gruppo suo, e un giorno di stanca all'ostello in cui lavoravo a barcellona decisi di curiosare sulla sua pagina myspace. la descrizione che lei dava di se stessa era stupendamente autoironica, intelligente, witty, direbbero gli inglesi. e io ho il pessimo vizio d'innamorarmi di donne di cui ammiro lo stile nello scrivere. andò cosí anche per lei. iniziai a scriverle, tacendole ovviamente ciò che sentivo. e lei iniziò a non rispondere. io continuavo a scriverle, e lei a non rispondere. finché un giorno rispose. non ricordo quante volte lessi quella mail, ma decisi che la prima cosa che avrei fatto una volta tornato a napoli sarebbe stato incontrarla e parlarle.
ma le cose cambiano in fretta, quando si è giovani, e a volte troppo in fretta. cosí, al mio ritorno a napoli trovai il tastierista sprofondato nell'afflizione, la coppia scoppiata, il gruppo sgruppato. per farla breve, lui era uscito dal gruppo per diverbi musical-caratteriali con il chitarrista, e lei proprio con il chitarrista era andata a finire.
c'incontrammo, in effetti, parlammo, e mi scoprii sempre più interessato a lei. e sempre fottutamente in ritardo sui tempi. iniziai a pensare che, se anche avessi avuto più tempismo, le cose non sarebbero cambiate, e che forse la fine della sua precedente relazione era direttamente correlata con l'inizio della nuova, e me ne feci una ragione.
nel frattempo lei continuava a cantare, io ero tornato a barcellona e lei mi aveva mandato i suoi testi in inglese perché glieli correggessi, mi aveva anche mandato il suo disco a barcellona, e l'avevo ascoltato con estremo piacere, non solo perché era suo, ma anche perché mi sembrava un bel disco, e la sua una gran bella voce. dall'ascoltare la sua musica a metterla in radio a barcellona il passo fu breve: una sera, nel mio miniprogramma, misi un pezzo di giovanni bloch (la cui figura sarebbe poi indirettamente tornata nella mia vita qualche anno dopo), uno dei tricatiempo, e un pezzo suo, quello che più mi aveva colpito. una prova d'amore? no, un omaggio alle sue qualità.
poi trovò un'etichetta, e cominciò a cantare con vari gruppi, oltre che con il suo, in varie parti d'italia, e poi in francia. e io lí, a seguirla da lontano. ogni tanto ci sentiamo, credo che lei abbia capito, anche perché io, tranne che con lei, non so tenere a freno la lingua, e vado esternando le mie idee sconvenienti ai miei amici, che poi sono pure suoi amici, nonché amici del suo ragazzo, che poi è amico mio (o almeno continuerà ad esserlo finché non leggerà questo post, cosí come pure il mio ex-tastierista). oltre ad esternarle sul blog, cosa ancora più stupida. ma credo che, se mai ho fatto una valutazione corretta nella mia vita, è stata proprio quella di farmi da parte con lei, di rinunciare all'impossibile e di accontentarmi di essere in contatto con lei da lontano.
continuerò a descriverla, ad ammirarla, a seguire la sua carriera di cantante e i suoi progetti artistici, forse le scatterò qualche foto (gliel'ho sempre promesso, ma mi sono sempre tirato indietro all'ultimo secondo con scuse poco credibili, chissà perché), forse parlerò con lei ogni tanto, o mi limiterò a godere del suo sorriso, dei motti di spirito, della sua strana risata, della sua positività, dei suoi occhi quasi a mandorla, e delle sue labbra disegnate da una matita magistrale.

7 commentaires:
hermano, inconsolabile romantico.
il tuo farti da parte è l'ultima tecnica di conquista di uno all'avanguardia come te.
Quasi quasi mi sembra di sentirne il nome: Lila.
eh, hermano, in effetti lontananza e pagina myspace sembrano essere un indizio inconfondibile dell'identita' della donna. ma non e' lei. e' molto, molto di piu'. :)
ghirigoro...questo pernicioso vizio che abbiamo di esternare i sentimenti...a tutti meno che alla persona...con la quale hai tanti amici in comune...questo inevitabile bisogno di innamorarsi (a me succede ogni trenta metri, lo sa), questa sete inestinguibile di ammirare di apprezzare di desiderare di struggerci e commuoverci...
non guariremo mai, temo.
e mò scrivo un post pure io.
tiè
TVB
bene....a volte riesci quasi a sembrare credibile...
laodami', meno male che almeno in cima al blog c'e' scritto che non bisogna fidarsi delle parole :)
ghirigori
gore', il mio problema e' che io non dico mai niente a quelle persone perche' sono impegante in altre relazioni. le tue no!
nonostante l'immaterialità del supporto, son contenta che tu sia riuscito infine ad ammetterlo a qualcuno diverso da te stesso.
(io ne son sempre stata intimamente convinta :)
è naturale che un ghirigoro si innamori di una parola.
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